EFFIMERO monumento

copertina effimero

Il 28 aprile 1958 l’artista francese Yves Klein inaugura la sua esposizione “Il Vuoto” presso la galleria Iris Clert a Parigi con l’intento di mostrare la materia primaria della sua ricerca : la sensibilità pittorica.

Arman risponde con “Il Pieno”, riempiendo lo stesso spazio con un’imponente massa di scarti urbani, come biciclette, radiatori di automobili, centinaia di lampadine usate, binocoli, bidet, dipinti di altri artisti e radio rotte.

Una contrapposizione estrema tra assenza e presenza degli oggetti che trova un equilibrio nell’opera di Sarah Sze (1969), che lavora sulla situazione spaziale offerta da musei e da gallerie per costruire un flusso di cose che arrivano, come terza via, a formare un insieme visibile ed invisibile, materiale ed immateriale.

Le sue composizioni fluttuano negli ambienti architettonici, li occupano e compongono ramificazioni, in cui gli oggetti perdono la loro funzione e si affermano come entità, sempre riconoscibili, ma partecipi di una crescita e di forme che risultano naturali. Sono libri, lampade, porzioni di automobili, tavoli, bombole, cactus, bottiglie, saponi e utensili con cui l’artista dà corpo a un’occupazione ed una lievitazione in cui i prodotti assumono diversi ruoli, inediti e non abituali. Diventano attori di un viaggio nello spazio, dal pavimento al soffitto, che non è mai lineare né costante. Producono reticoli che si avvicinano alle stesure grafiche che formano la rappresentazione dei monumenti in Piranesi, il cui effetto di miscellanea casuale e caotica comporta l’intreccio di parti luminosi e trasparenti, oscure e piene, in cui lo sguardo del visitatore si perde, come in un labirinto.

E’ un invito ad immergersi in uno spartito tridimensionale che, con i suoi momenti di crescita e di caduta, fa percepire una costruzione del mondo, fatto di prodotti seriali, che è una ragnatela in espansione come in declino : un monumento all’effimero che ci circonda e intrappola.

testo di Germano Celant

o Commenti

A simphony of Techno

copertina simphony

Superata l’euforia dei rave e della musica fai da te, i dj che per vent’anni ne sono stati protagonisti, superstar indiscussi della club culture, cercano affermazioni più clamorose nell’universo del pop o nella musica classica e contemporanea.

Il 10 ottobre di questa’anno CARL CRAIG, altro gigante della scena Detroit, è stato protagonista al Festival Romaeuropa della performance Versus Synthesizer Ensemble – A simphony of Techno insieme a Les Siècles Orchestra e Francesco Tristano, il trentacinquenne geniale pianista lussemburghese che spazia con disinvoltura da Bach a Cage ed all’elettronica, a suo agio sui palcoscenici del Sònnar e della Carnegie Hall.

Il progetto Versus nacque nel 2008 e nella sua prima forma fu presentato nella Citè de la Musique di Parigi, accolto da cinque standing ovation.

Questi due musicisti ( Craig e Tristano) sono due musicisti di estrazione diversa determinati ad unire le forze per definire il suono di un secolo – in bilico tra classica contemporanea ed elettronica -  che stenta a ritrovare l’esuberanza del Novecento ma è anche attento a schivare la ridondanza del già detto che condannò Cage al silenzio.

“ La house e la techno -dice Carl Craig- hanno operato una rivoluzione irreversibile, ma essere un dj non è certo la corsia preferenziale per arrivare in classifica.”

Tenuta alla larga dal pop e guardata di traverso dall’accademia, la techno è riuscita ad infiltrarsi nell’una e nell’altra, creando opere sorprendenti. Più, però, ci si allontana dal mainstream e più si fa fatica ad essere riconosciuti, è successo a  musicisti che Craig considera esempi fulgidi, come Sun Ra.

Le aspirazioni artistiche di Craig hanno preso definitivamente forma nell’incontro e nello scambio con Tristano, un musicista dalla formazione classica con un occhio puntato verso il futuro. “Lui va avanti – dice Tristano – realizza il tuo sogno- E io che non mi sono mai sentito un concertista classico nel senso tradizionale del termine, ho seguito il consiglio. Mi mancava qualcosa per trovare la mia strada e quel qualcosa me l’ha dato Carl Craig e l’elettronica:”

 

o Commenti

il V I S I O N A R I O

copertina KY

Lo spirito del gatto lo avvolgeva come un secondo kimono. Per i contemporanei, addirittura, Utagawa Kuniyoshi a volte considerato lui stesso un “bakenego” vero e proprio Stregatto  ante litteram, creatura a metà tra una fantasma ed un mostro felino la cui caratteristica principale era il trasformismo.

Sin da giovane il maestro dell’Ukiyo-e, nato non lontano dall’allora piccolo villaggio di pescatori di Edo, la futura Tokio, aveva suscitato interesse per le sue capacità artistiche.

I gatti che il maestro adorava al punto da nasconderne uno nella manica della sua veste anche quando lavorava alle sue creazioni, mentre felini di ogni taglia e colore vagavano liberi per le sua casa studio. E spesso comparivano nelle stampe come protagonisti reali o immaginari.

Eppure Kuniyoshi è stato capace di trasferire con inchiostro e colori molto altro nei suoi Ukiyo-e. Per esempio i 108 briganti protagonisti della saga “Suikoden”. O i samurai protagonisti delle battaglie che avevano trasformato il Sol Levante. E ancora : le splendide cortigiane che allietavano i signori dell’epoca. O le figure mitologiche proprie della storia patria.

Figlio di un tintore di seta sin da bambino dimostrò un innato talento per la raffigurazione artistica tanto che  a soli 12 anni fu ammesso nella celebre scuola di  xilografia Utagawa, a Edo, dove in breve ricevette il suo nome d’arte : Kuniyoshi.

Ma la sua ricerca di autonomia, la sua curiosità verso le tecniche occidentali (l’uso del rame, per esempio) gli regalarono anche momenti di oblio come quando nessun committente arrivò a bussare alla sua porta, costringendolo a vendere tatami per sbarcare il lunario.

Una figura con luci e ombre, che rimase tuttavia sempre fedele ai propri principi, ai propri sogni che trasferiva sulla carta dando vita ad allegorie policrome capaci di sorprendere per la loro somiglianza con le opere di Arcimboldo.

Kuniyoshi fece in tempo a raffigurare i primi occidentali arrivati nel porto Yokohama, aperto ai commerci nel 1859 ma l’artista aveva ormai un tratto evanescente forse aveva semplicemente capito che il suo universo stava per cambiare per sempre. In realtà, però, il mondo  fluttuante dei suoi eroi non era affatto destinato a sparire : per nostra fortuna.

o Commenti

L A D I S F I D A

La casa ideale è un trilocale con due bagni.

Si sogna il bagno personale, ma poi ci si ritrova a condividere specchio e lavabo con il partner, ad accettare a malincuore le scelte stilistiche e cromatiche della persona amata, a rinunciare alla vasca perché lui vuole la doccia, a fare di tutto per ottenere l’angolo lavanderia.

Avere il secondo spazio di servizio è oggi un lusso ed una necessità : un lusso perché la sua presenza fa lievitare il prezzo degli appartamenti. Ed una necessità quando la famiglia si allarga.

A ciò s’aggiunge che il bagno negli ultimi anni si è trasformato in una vera e propria zona wellness, dove prendersi cura del corpo, concedersi dei momenti preziosi e lasciare tutto il mondo fuori. E’ il luogo dove ci si rilassa e diverte. Il regno del benessere, della bellezza e del relax : è una stanza intima da personalizzare ed organizzare in base alle proprie abitudini. Idearlo non è una cosa semplice.

L D  1

 

Lui vorrebbe avere il televisore per guardare i programmi preferiti mentre si rilassa; lei è contraria a qualsiasi dispositivo nel regno del benessere. Soluzione : optare per l’impianto audio integrato nella vasca.

 

L D  2

 

Divergenze : l’oggetto del contendere è lo stile dei rivestimenti. Lei sogna un bagno con pattern preziosi, lui preferirebbe una soluzione più neutra. Decidono per un decoro più ricco in una sola parete.

 

L D  3

 

Spesso lui è per la doccia super accessoriata, pratica e compatta; lei invece per la vasca idromassaggio. Un soluzione che mette d’accordo entrambi è la doccia che offre in casa le stesse prestazioni di un hamman.

 

L D  4

 

Lei vuole lo specchio per il trucco con le luci come quelle che si trovano nei camerini delle star. Lui pensa che sia una proposta non adatta alla casa. Lieto fine : il marito comprende che la toeletta gli sarà utile per barba e capelli.

 

964 Cerasa cat Joy 2016.indd

 

La famiglia si allarga e diventa urgente riprogettare gli spazi di servizio in casa : il marito accetta il bagno piccolo ma hi-tech e dotato di ogni comfort. La moglie sceglie l’ambiente più grande per sé e per i bambini, con due pratici lavabi.

o Commenti

VERDURA e FRUTTA

per andare bene a scuola

F e V copertina

 

Con l’inizio delle scuole capita a molti genitori di chiedersi quale dieta, e stile di vita possono aiutare gli studenti ad affrontare con successo gli impegni scolastici.

Una delle ricerche più recenti è stata appena pubblicata su Appetite. In questo studio alcuni ricercatori australiani hanno messo a confronto i risultati di un test di valutazione del rendimento scolastico con il consumo di frutta, di verdura nel pasto serale, di pasti a base di cibi pronti, di bibita zuccherate, della prima colazione. Tutte variabili dietetiche scelte perché unanimemente considerate un valido indicatore della qualità complessiva della dieta.

Dopo aver tenuto conto dello stato socio-economico delle famiglie e del sesso degli studenti, i ricercatori hanno osservato che la verdura aveva la maggior influenza positiva sui risultati del test, seguita dalla frutta e dalla prima colazione, mentre un maggior consumo di bibite zuccherate era associato con punteggi più bassi e la sua influenza sembrava essere ancora più ampia rispetto alle variabili precedenti.

Uno dei meccanismi che potrebbero spiegare quanto osservato dai ricercatori è la forte presenza nella verdura e nella frutta, di sostanze antiossidanti e di altri composti bioattivi che possono promuovere migliori funzionalità cognitive.

L’alimentazione si rivela ancora una volta in grado di influire sulle capacità di concentrazione e sullo svolgimento delle attività scolastiche. Una dieta ad elevato valore nutrizionale fornisce tutto ciò di cui il cervello ha bisogno.

Molto importante, però, è anche la corretta ripartizione delle calorie e dei nutrienti della giornata, a cominciare dalla prima colazione che fornisce il carburante per affrontare le attività della giornata. Un valido esempio è rappresentato da latte o yoghurt. Fonti di calcio, abbinati a cereali integrali a basso indice glicemico ed un frutto di stagione, fonte di vitamine e minerali.

Tre regole da seguire.  I° : non saltare mai la prima colazione e consumare pasti regolari. II°: dieta varia e bilanciata e di elevata qualità nutrizionale. III° : idratazione adeguata. Una leggera disidratazione può compromettere le capacità cognitive dei ragazzi.

o Commenti