Il miglior cuoco del mondo?

Cosa mai avranno da dirsi un merluzzo e Thelonious Monk? O più precisamente, che cosa li accomuna? Andate a chiederlo a Massimo Bottura, a Modena, nella sua Osteria Francescana. Ovviamente, il modo migliore che avete per ottenere una risposta soddisfacente sotto ogni punto di vista è ordinare proprio il piatto Omaggio a Monk e aspettare. Aspettare che il boccone agisca sulle vostre papille gustative e goderne gli effetti. Bob Noto, uno che di cucina ad alto livello se ne intende, ha eletto questo piatto come il più grande che abbia assaggiato negli ultimi tempi. Quindi non è un caso che l’Accademia Internazionale della Cucina abbia eletto Bottura miglior cuoco del mondo. La motivazione ufficiale? “Una sintesi perfetta di tradizione, scienza e arte.” Mica poco, soprattutto considerando che a giudicarlo sono palati che hanno già consacrato altri mostri sacri come Bocuse, Adrià, Blumenthal e Guerard. Persino il nostro ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giancarlo Galan, si è sbilanciato parlando di “un premio importante e prestigioso che Bottura ha ampiamente meritato e che rende onore non solamente a lui ma all’intero territorio nazionale”. Onore dunque a questo prodotto di un’Emilia-Romagna capace di rinnovarsi senza sacrificare le proprie radici. Ma soprattutto onore ad un rito, quello della tavola, che continua a prosperare e a tenere alto il nome dell’Italia (meno male almeno in questo) nel mondo. Con la benedizione di Monk e del merluzzo.

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