I nostri riti quotidiani

La nostra vita è piena di riti e spesso nemmeno ce ne accorgiamo. Forse perchè non li consideriamo tali. O forse perchè appartengono a quel bagaglio ancestrale di atti e di gesti che fa semplicemente parte del nostro DNA. Una conferma ci arriva da Business Week, dove una ricerca realizzata dall’agenzia internazionale di pubblicità BBDO ha stabilito che sono cinque i riti nell’arco della giornata che riconducono alle nostre origini. Nelle azioni e nei gesti mattutini dedicati al risveglio, alla pulizia, alla preparazione della giornata, c’è il rito ancestrale “prepararsi per la battaglia” e “agghindarsi”. E mai un modo dire come “dressed to kill” sintetizza al meglio questi momenti. Dunque un campo apparentemente “frivolo” come la moda, diventa in realtà importantissimo per i nostri meccanismi di identificazione e di espressione.
Poi c’è il rito “banchettare”. Fondamentale per la sopravvivenza (provate ad andare alla vostra guerra quotidiana bevendo solo caffè senza mai mangiare) ma anche (ancora una volta) per ribadire l’appartenenza a un certo mondo o a un certo modo di essere. Per esempio, provate a chiederlo a Massimo Bottura, da poco nominato migliore cuoco al mondo dall’Accademia Internazionale della Cucina, con la motivazione “quella del cuoco modenese è una sintesi perfetta di tradizione, scienza e arte”. Uno che chiama uno dei suoi piatti “Omaggio a Monk” deve avere un’idea molto seria del lavoro che fa. E di quello che rappresenta.
Al numero quattro c’è il rito “tornare al villaggio” inteso come (agognato) distacco dal lavoro e rientro a casa. E infine, il quinto rito: “proteggersi per il futuro”. E qui le interpretazioni potrebbero sprecarsi. Stiamo parlando di protezione della propria salute? Del proprio spirito? Del proprio umore? Molto più semplicemente, la ricerca assegna a questo ultimo rito i momenti serali prima di dormire. Ma ditemi voi se “i momenti serali” non comprendono una infinità di allettanti prospettive: happy hour? Cenetta al ristorante o al lume di candela? Spaparanzati sulla poltrona in compagnia di un buon libro o di un bel pezzo di musica? L’elenco potrebbe continuare. Proprio come quello dei riti. Perché tentare di numerarli o catalogarli è sbagliato in partenza. È semplicemente impossibile.

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