LASCIARSI BENE

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L’idea del “mio amore non morirà mai” è un desiderio, un sogno di felicità, qualcosa in cui credere ciecamente, di indistruttibile. Eppure le storie finiscono.

Ogni addio comporta sofferenze e tribolazioni. Il distacco e l’abbandono diventano un lutto da elaborare che coinvolge anche altre persone : parenti e figli. Ma ci si può lasciare soltanto male? No.

Chiudere in maniera non troppo traumatica è possibile, magari seguendo delle linee guida. Questo vale per i grandi ed i piccoli amori, per quelli lunghi e quelli brevi.. Il dolore è lo stesso e comporta uno sforzo per metabolizzarlo. Ed eccovi di seguito il nostro decalogo per affrontare questo problema in maniera adulta.

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Provateci da sole

Per combattere la cellulite, sgonfiare la pancia e distendere le rughe del volto ci vorrebbe proprio un

bel massaggio. Se non desideriamo andare da un professionista possiamo provare ad imparare a farselo da sé. E anziché usare solo le mani ci si può aiutare con alcuni oggetti che tutti abbiamo in casa e che all’occorrenza si trasformano in strumenti di bellezza.

Per esempio, se il problema è la cellulite quello che serve è un mestolo di legno. Basta massaggiare  con il mestolo di legno, per qualche minuto, la culotte de cheval in senso orario.

Altro problema tipico è il gonfiore addominale. Bisogna praticare un auto massaggio intorno all’ombelico, a piccoli cerchi, perché questo punto è legato all’intestino tenue. Poi servono due cuscini da posizionare uno sotto le ginocchia ed uno sotto la testa. Da distesi si effettuano delle grandi frizioni circolari a mano aperta su tutta la pancia per circa un minuto. Poi il movimento cambia e le dita disegnano dei piccoli petali di fiori intorno all’ombelico. Alla fine si “impasta” delicatamente tutta la pancia con entrambi le mani e si termina accarezzando tutto l’addome. Il massaggio va eseguito sempre in senso orario ripetendo tutto il giro per cinque volte

E per le rughe sempre in agguato? Si può usare una patata tenuta in frigo per almeno tre ore. Si tagliano delle fettine dello spessore di tre centimetri e si effettuano dei massaggi circolari su tutto il viso.

L’automassaggio può servire anche per alleviare alcuni tipici disturbi legati alle troppe ore trascorse al computer che possono essere causa di dolore al collo ed alle spalle. Basta mettersi in piedi con le spalle che quasi toccano la parete e posizionare dietro, all’altezza del collo, una pallina da tennis bloccandola con il corpo. Alzare le braccia in alto e girare la testa a destra e sinistra. Si può spostare la pallina in vari punti del collo e delle spalle, a seconda di dove si avverte il dolore.

Per il mal di schiena si può usare un rotolo di carta da cucina o meglio un tubo di gomma che si può trovare nei negozi di articoli sportivi. Stesi in posizione supina con le ginocchia piegate, posizionare il rullo perpendicolarmente sotto la zona lombare, al centro della schiena,e facendolo,poi, scorrere su e giù, spingendosi con le braccia e le gambe. La pressione esercitata favorisce la distensione muscolare.

Difficile? Provateci almeno!

Ultimo consiglio si possono usare durante il massaggio degli oli vegetali per facilitarlo. Per esempio l’olio di mandorle dolci ( si assorbe in fretta) o quello di Jojoba (leggero e non grasso) e così via.

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I Volontari anti-spreco

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Intere teglie di lasagne. Ed anche di insalate di riso nero e quinoa. E poi crostate, arrosti e contorni di verdure. In Italia si sprecano almeno 5  milioni di tonnellate di cibo in un anno. Facciamo scadere gli alimenti nel frigorifero di casa ma anche lasciamo sui tavoli dei buffet di matrimoni, convegni, eventi sportivi e culturali chili e chili di cibo. E’ proprio questa forma di recupero la nuova frontiera della lotta allo spreco. I piatti preparati per eventi di vario genere che vengono imballati e, nel più breve tempo possibile, consegnati alle mense dei poveri, o alle associazioni che si occupano di assistere i disoccupati, gli anziani,i migranti.

In Puglia due anni fa è nata “Avanzi popolo 2.0”, una onlus “che mette in contatto i luoghi dello spreco con i luoghi del bisogno” E’ quali luoghi fanno pensare più allo spreco dei banchetti di nozze? La associazione ha recuperato cibo da circa 40 matrimoni da quando è nata. Di solito si rivolgono a loro coppie tra i 35 e i 40 anni. Recuperano.poi, a chilometro zero, che vuol dire trasportare direttamente le teglie dalla sala dei ricevimenti alla più vicina mensa per i poveri, vuol dire anche consumare meno benzina e limitare il rischio del deterioramento del cibo.

Nei matrimoni milanesi si spreca meno, forse perché le cerimonie sono più contenute anche nel numero d’invitati : lo raccontano i soci di Equoevento, la prima onlus nata proprio per il recupero dai catering. Ogni anno recuperano 10mila pasti tra eventi, feste aziendali e convegni, dove lo spreco è maggiore, visto che i buffet vengono calcolati per un numero di persone mai certo.

La sede romana di “Equoevento” è stata la prima ad aprire tre anni e mezzo fa, generando poi Milano, Torino e Lecce. La onlus ha 40 volontari e ha stretto accordi con grandi realtà come Federalberghi, musei come il Maxxi e diverse società sportive Alla fine di maggio, per esempio, per l’ultima di Francesco Totti, i quaranta volontari dell’associazione erano allo stadio Olimpico per ritirare le eccedenze del buffet preparato per gli ospiti della tribuna autorità. E portare un po’ del ricco buffet organizzato per salutare il capitano anche agli ex detenuti ed ai senza tetto.

Ecco i volontari anti-spreco che salvano il cibo dopo convegni, feste e banchetti.

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IL GELATO “Gourmet”

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Oggi possiamo anche dedicarci al gelato.

Quello artigianale, s’intende, che prima assaggiavamo con avida leggerezza a passeggio e che ora si sta conquistando le dignità di un piatto gourmet.

Paolo Brunelli, maestro gelatiere con la presunzione di cercare la ganasce perfetta, dice di aver visto il gelato in tutte le facce :quello della nonna da bambino, quello ipercostruito degli anni ’80 e quello odierno: Prodotto edonistico, per eccellenza, che trasforma la coppetta da tre euro in una degustazione itinerante o di crema all’uovo accompagnata da pomodoro e mais canditi o di un gelato alla mandorla spolverato di pecorino dei Monti Sibillini o in ricotta semplice servita con macinata di caffè.

L’obiettivo è cercare la completezza sensoriale anche nel gelato. Un gelato “gourmet” è il risultato di ricette personali, di una ricerca seria d’ingredienti, di un controllo della filiera (dal latte agli zuccheri). Oggi si utilizzano zuccheri d’uva, di canna, di barbabietole italiane.. Il gelatiere, come il grande chef, è sempre alla ricerca di produttori. Il gelato,in realtà, è e dovrà restare un prodotto alla portata di tutti e sarà difficile farlo con le fragoline di Tortona di 25 euro al chilo. La sfida, quindi, sarà quella di unire ricerca e popolarità.

Nel 2016 è stato scelto come gusto dell’anno il CremAMI di Brunelli : il tuorlo arriva da uova di gallina allevata in libertà. Mentre il liquore è stato sostituito con un vino cotto marchigiano.

Secondo il Fipe oggi si consumano 165mila tonnellate di gelato artigianale all’anno e 41mila sono le imprese attive nel settore di cui 14mila offrono esclusivamente gelato.

E’ stato anche creato da Carpigiani un museo : il Gelato Museum. Museo che raccoglie macchine originali, postazioni multimediali, 10mila foto e documenti storici.

Ed infine non poteva mancare una applicazione. Si chiama My Gelato ed oltre a notizie e curiosità offre una mappa delle gelaterie vicine e coupon per comprare e regalare gelato : mygelato.it

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Capelli PERFETTI

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A detta degli hair-consultant, sono ancora in tanti a commettere errori durante il più banale dei rituali beauty.

Scegliere lo shampoo giusto non è così scontato. Gli scaffali nei negozi sono pieni di shampoo e prodotti a corollario che si distinguono per tutto ciò che non contengono mentre il trend biologico contempla lavanti con attivi botanici : il geranio illumina, il coriandolo rinforza, la camelia liscia e così via.

Accorciandosi le formule, si addolcisce il lavaggio, la cui frequenza non mette d’accordo nessuno. Con dosi minime di prodotto ed un passaggio, si possono lavare i capelli anche tutti i giorni. Attenzione ai tempi d’esposizione al getto dell’acqua, con calcare quest’ultima tende a inaridire.. Ma badate,anche alla temperatura : mai bollente!

Archiviato, poi, il dibattito sulle dosi ( mai oltre il cucchiaio), ricordate che lo shampoo deve essere diluito nell’acqua tiepida.

Le prime attenzioni devono essere riservate al cuoio capelluto. Tutte le nuove linee botaniche hanno formule bio degradabili e sono composte al 98 per cento di preziosi ingredienti naturali. Nettare di fiori per illuminare e ristrutturare, bambù bio per rigenerare e tutta la famiglia degli oli. Quello d’Argan è ricco di omega 6 e 9, cocco, tsubaki, jojoba, ed avocado. Tutti estremamente nutritivi.

Un detergente è delicato quando sgrassa meno e non fa molta schiuma. Meno tensioattivi (produttori di bolle) e più oli è la formula perfetta per tutti  i tipi di capelli.

Balsamo o maschera? La querelle si risolve facilmente perché se il primo è perfetto per districare le lunghezze, la seconda le nutre in profondità. Il buon senso dice alternare le formule.

Più attenzione al risciacquo, abbondare sempre. E per potenziare lucentezza e setosità, spazzolate sempre i capelli (partendo dalle punte) prima di lavarsi.. Molti di coloro che consigliano che il miglior balsamo dopo lo shampoo siano gli oli  consigliano quelli di lavanda, argan o mandorle dolci.

Shampoo secco solo in casi estremi mentre sono quasi tutti d’accordo su risciacqui finali con aceto di mele.

Buon lavoro!

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