C O S T A D E L S O L E

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Ci sono angoli del paesaggio elbano in cui il sole sembra posarsi sul mare per osservare più da vicino la riva. Non c’è, infatti un nome più appropriato che la Costa del sole per questa porzione di terra di natura incontaminata : l’isola d’Elba.

La macchia mediterranea, le piante di mirto, i massi di granito disseminati un po’ ovunque, la forza e la presenza del mare nei colori e nei profumi.

Con un breve tragitto in automobile da Portoferraio si giunge facilmente al golfo di Procchio, una meravigliosa baia baciata dal sole. Una lunga striscia di sabbia dorata.

Seguendo la costa si arriva poi a Marciana Marina di cui si nota immediatamente la bella Torre del Porto risalente al tardo Cinquecento e di forma cilindrica Dalla costa settentrionale dell’isola d’Elba è un vero piacere poter ammirare in lontananza la sagoma dell’isola di Capraia.

Un itinerario lungo la Costa del Sol passa anche attraverso quello che la natura e l’ambiente offrono grazie ad una forte densità boschiva ed a temperature miti. Molti sono poi gli apprezzamenti di terreno adibiti ad uliveti, senza contare la ricca produzione di mieli.

Il mare  è lì a due passi ed è uno dei più puliti d’Italia. Anche quest’anno la F.I.E.A. ha confermato la Bandiera Blu per la spiaggia della Fenicia e per l’Approdo turistico di Marciana Marina.

L’Elba e la sua Costa del sole non sono soltanto mare. C’è anche tanta montagna da vivere e da esplorare:Il Monte Perone è la vetta più orientale della catena del Monte Capanne con un’altitudine di circa 630 metri. E’ qui che si trova il santuario delle Farfalle Ornella Casnati. Si tratta di un sito naturalistico molto visitato che presenta una esaustiva panorama di numerose specie di farfalle.

A breve distanza da qui si trova Capo Sant’Andrea, piccolo agglomerato di case basse, immerse nel verde, che si affaccia su una striscia di sabbia e scogli di granito. Salendo dalla spiaggia poi si arriva al Giardino delle Osmunde : diecimila metri quadrati di parco che ospita la più incredibile collezione di felci regali dell’isola.

Riprendiamo il viaggio proseguendo sull’altro versante dell’isola alla scoperta di spiagge su cui è bello anche solo camminare di prima mattina, come quelle di Chiessi, Fetovaia e Cavoli, che d’estate diventano il punto di riferimento per chi fa windsurf o snorkeling.

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FUORI STAGIONE

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D’inverno è cento volte meglio. Le isole più amate dagli italiani ( lo scorso anno 700.000 turisti hanno scelto Ibiza e Formentera per l’estate) puntano ad”alleggerire” nei mesi caldi e ad aumentare le presenze fuori stagione. A cominciare da Pasqua.

La Baleari sconosciute sono quelle che vanno da novembre a maggio. Solo in questi mesi si scopre l’isola selvaggia, con le spiagge deserte. Nelle giornate senza vento si fa il bagno, un paradiso.

La mondanità isolana è assicurata dai chiringuiti, che per ordinanza comunale sono aperti tutti i weekend dell’anno e per dormire c’è Es Mares, uno degli hotel più belli, nella piazzetta di San Francesco.

L’idea delle Baleari fuori stagione passa anche attraverso i voli diretti. Ed anche l’offerta ricettiva si adegua : meno esibizione, più sostanza.

Nelle Baleari il sole è assicurato 300 giorni all’anno. Ma il clima mite non è il solo motivo per sceglierle fuori stagione. Qui ci sono più di 1.400 Km di rotte cicloturistiche.

Per la pasqua, poi, più tradizionale, il Giovedì Santo, nella città di Palma, c’è il Sant Crist de la sang : una processione con più di ventimila confratelli incappucciati, appartenenti alle trenta confraternite ufficiali, che trasportano il Cristo per le vie del centro storico al ritmo dei tamburi.

A Minorca per gli appassionati di storia c’è, invece, il tour tra i monumenti megalitici : se viaggiate in coppia il posto giusto per dormire, nell’isola, è Biniarrioca, immerso in un giardino di rose inglesi, dove i bambini non sono ammessi per garantire il massimo relax.

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Atlantic Way


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Anche se con la bella stagione il contrasto fra mare, scogliere e spiagge solitarie è spettacolare, nei mesi freddi la suggestione è ancora più forte. Tanta è la presenza impetuosa dell’oceano.

La Wild Atlantic Way, strada che percorre duemila e cinquecento chilometri di costa sagomata dal mare e dalla storia, da poco tempo è un itinerario con una segnaletica accurata. Oltre alla direzione, i cartelli indicano spiagge, punti panoramici, musei, fari e pub, che in inverno sono ancora più accoglienti.

L’Atlantico non condiziona solo il paesaggio, ma anche gli umori : la gente dice di sentirsi “in the atlantic way” per spiegare la mutevolezza dei sentimenti. L’oceano (simbolo dello scontro tra acqua e terra ) per secoli ha fatto paura ai naviganti. Eppure da sempre incanta e spinge alla meditazione.

Sarebbe troppo lungo percorrere in un solo viaggio tutte i duemila e cinquecento chilometri della strada. Ne copriamo, intanto, una parte : dal Donegal ad arrivare a Drumcliff ( uno dei luoghi più amati dal poeta W.B.Yeats).

La punta più a nord della Wild Atlantica Way e di tutta l’Irlanda è Malin Head : l’atmosfera è da finis terrae, con la verticalità delle scogliere che precipitano in acqua e l’orizzontalità infinita dell’oceano.

Più a sud c’è un altro sito spettacolare, la penisola di Fanad Head, con spiagge lunghissime ed un faro costruito dopo il naufragio del 1811 della fregata inglese Saldanha.

L’Irlanda è ricchissima di giardini all’inglese, uno degli esempi più belli, lungo il tragitto del Donegal, è all’interno del Glenveagh National Park, accanto al castello di J.G Adair.

La Wild Atlantic Way è fatta anche di pub storici : tappa d’obbligo è la Leo’s Tavern a Meenaleck in Donegal. Famosa per gli U2, i Cannard e la cantante Enja. Un altro pub famoso tra gli amanti della musica folk è The Beach Bar di Templeboy, nella contea Sligo.

Austero e ricco di storia, il Castello di Donegal Town, ora, è un museo che illustra tra arazzi, quadri ed armature, la saga del clan degli O’Donnel che ne furono i proprietari. Di tutt’altro genere è il Folk Village Museum di Glecolmcille.

Uno degli angoli più belli è quello di Slieve League Cliffs. S i lascia l’auto al centro informazioni e si cammina per venti minuti lungo una strada a strapiombo sul mare.

C’è anche una bandiera blu lungo la Wild Atlantic Way è Rossnowlagh, ancora nel Donegal. La sua lunga spiaggia, lunga tre chilometri, è un paradiso per i surfisti anche d’inverno.

L’ultima tappa è una delle grandi mete letterarie irlandesi. A Drumcliffe riposa William Butler Yeats, in un piccolo cimitero accanto alla chiesa in stile gotico.  “Il posto che più d’ogni altro ha influenzato la mia vita è Sligo” aveva scritto. Sulla tomba c’è l’epitaffio da lui dettato “Getta uno sguardo freddo sulla vita, sulla morte. Cavaliere, va’ avanti: “

Lungo la Wild Atlantic Way sono stati girati, anche, diversi film, il più celebre è Un Uomo Tranquillo. Nella cittadina di Cong è stato creato un museo dedicato a questo celebre film di Ford.

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SUDAFRICA

sudafrica copertina

Giallo del sole, giallo che unisce, portato nella bandiera nazionale da Mandela, dove insieme agli altri colori ricorda sempre le anime contrastanti che sono riuscite ad unirsi. E soprattutto il giallo del manto dei leoni, gli animali che tutti vogliono vedere quando progettano un viaggio in Sudafrica.

In questo paese, se si vuole, oggi si può uscire dai “classici” : il safari fotografico fatto con la jeep sotto la guida del ranger, oppure il noleggio da soli di un’auto per andare alla scoperta dell’altrettanto classico Kruger Park. C’è chi non si accontenta o non si sente a suo agio a girare su strade sterrate senza mai scendere da una jeep rumorosa ed anche parecchio inquinante.

Il Sudafrica ha differenziato i tipi di safari.

Fra i percorsi più belli tra quelli nuovi c’è quello nel parco di Imfolozi, a nord di Durban, non lontano dalla costa nel Kwazulu-Natal, dove ci sposta nella riserva a piedi per percorsi che durano fine a cinque giorni, allestendo l’accampamento ogni notte

Gli organizzatori sottolineano con forza che anche se è possibile vedere i “big Five”, i famosi cinque grande mammiferi ( leoni, elefanti, rinoceronti, bufali e leopardi ), lo scopo del trekking è di vivere l’ambiente in Sudafrica, e di conoscere la sua “etica, la sua filosofia, i suoi principi e valori”. Il vero scopo è di trovarsi al più possibile da soli e di non avere la sensazione di controllare la natura ma di essere al contrario in sua balia. I campi allestiti ogni notte non modificano il territorio e gli ospiti vengono istruiti sulla eco-responsabilità.

Il  trekking è ricchissimo di sorprese, perché le guide sanno indicare le tane degli animali, di cui spesso si ignora l’esistenza, e tra l’erba alta e gialla si scorgono fiori e piante tanto importanti quanto le acacie ed i baobab.

A piedi si fa un’esperienza totale, si scoprono, insieme ai colori, i profumi ed i suoni della savana. Perché per quanto di fronte alle grandi finestre dei lodge, si possono scorgere le sagome dei grandi kudu, niente è come sentire che nulla ci separa dalla natura selvaggia.

 

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La scoperta dei manieri più belli

Molte fortezze sono intimamente legate alle tradizioni agricole locali ( oltre a vantare posizioni grandiose ) : nulla di meglio che viaggiare alla scoperta dei castelli più belli d’Italia e, lungo il percorso, fermarsi ad assaporare i tesori enogastronomici del territorio.

Quasi naturale farlo nelle Langhe. Tutta la fascia alpina è costellata di manieri di grande fascino. Possiamo proseguire il viaggio a Trieste, e poi lungo le coste fino alle Marche.. I castelli lacustri, però, hanno un’aura più sottile e malinconica. Più a sud c’è un certo mistero sullo scopo della struttura che, spesso, non ha nessuna caratteristica difensiva.

Ecco il nostro elenco :

Castello di Fenis

Castello medievale tra il XIV e il XV secolo. Nei dintorni si produce la fontina.

Castel Coira, Sluderno

Fortezza medievale con la più grande armeria d’Europa.Zona Famosa per la produzione ortofrutticola ( mele ed  albicocche).

Castello scaligero di Sirmione

Fortificazione medievale con ponte levatoio affacciato sul lago di Garda. Il carpione e l’alborella ( pesci di lago) nella cucina locale.

Castello di Pollenzo

Sede dell’Università di Scienze Gastronomiche di Slow Food. Nel cuneese tipica la salsiccia di Bra.

Castello Malaspina, Fosdinovo

Il più grande castello medievale della Lunigiana. Vicino l’ottimo lardo di colonnata.

Rocchetta Mattei, Grizzana Morandi

 In stile moresco. Assaggiare gli zuccherini montanari, tipici biscotti.

Castello di Gradara

Fortezza medievale del XV secolo. Tipico il brodetto di pesce alla pesarese.

Rocca Calascio

Risalente all’anno mille nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Vicino si produce lo zafferano.

 

 

 

 

 

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