ILLUSIONE in 3D

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Strisce, bordi, spessori diversi si alternano, fissati da punti simili a quelli di una cucitrice gigante. Tappeti sì, ma ben lontani dall’iconografia classica di oggetto a due dimensioni. I disegni questa volta nascono dal gioco di materiali ed altezze, scardinando i concetti di liscio e uniforme a favore di un effetto quasi 3 D.

“Che fosse decorativo o monocromatico il tappeto è sempre stato visto come un accessorio di cui era facile stancarsi. Per questo abbiamo deciso di provare a ribaltare questa percezione creando un volume che movimentasse la superficie.” Raccontano Simona Scollica e Daniele Morabito, inventori dieci anni fa esatti, del marchio Karpeta.Assieme al designer Bruno Tarsia l’idea è stata di puntare sui motivi a rilievo.

Nel tappeto la chiave è rendere la superficie un racconto. E’ stata questa l’idea del due Emiliano Salci e Britt Moran di Dimorestudio che, con la nuova collezione Paralelli per Golran hanno reinventato in chiave attuale il concetto del classico tappeto orientale. “ Ritagli di vecchi tappeti accostati, strisce di epoche diverse unite da cuciture. Motivi alternati, materiali mischiati ed il resto lo fa il colore.” Spiegano.

Giulio Cappellini quest’anno con Arengario – ideato dai designer Giorgia Zanellato e Daniele Bortotto – sovverte l’idea che il tappeto sia solo tessile. L’eterno gioco dei contrasti qui è il rigido-morbido : il disegno nasce dal mosaico di marmo e vetro, applicato ad una base di tessuto non tessuto. L’architettura dell’Arengario milanese emerge dalla prospettiva “inventata” ed il merito va al materiale ed alle sue sfumature.

Un divertissement che esplora quest’anno anche Patricia Urquiola, per CCTapis con visioni : sembra una seduta geometrica tratteggiata da un pennarello, invece è un tappeto. “Un’illusione ottica data dalle linee, i colori sfumati, le ombre della seta.

Come succede anche nei nuovi tappeti Isola, di Amini, tratti da grafiche originali anni ’70 di Joe Colombo che diventano vive dal gioco di prospettive.

Linee e profili irregolari, colori in combinazioni diverse : tutto serve, nel tappeto Lattice – disegnato da Ronan ed Erwan Bouroullec – a muovere la superficie. Grazie alla tessitura bifronte e al micro spessore può cambiare forma o volume semplicemente ripiegandolo o sormontandolo.

E per finire un tappeto-tavola da surf, capace di staccarsi da terra come fluttuasse su un’onda per diventare la seduta di una panca. Idea di Alejandra Gandia-Blasco per Gan.

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LASCIARSI BENE

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L’idea del “mio amore non morirà mai” è un desiderio, un sogno di felicità, qualcosa in cui credere ciecamente, di indistruttibile. Eppure le storie finiscono.

Ogni addio comporta sofferenze e tribolazioni. Il distacco e l’abbandono diventano un lutto da elaborare che coinvolge anche altre persone : parenti e figli. Ma ci si può lasciare soltanto male? No.

Chiudere in maniera non troppo traumatica è possibile, magari seguendo delle linee guida. Questo vale per i grandi ed i piccoli amori, per quelli lunghi e quelli brevi.. Il dolore è lo stesso e comporta uno sforzo per metabolizzarlo. Ed eccovi di seguito il nostro decalogo per affrontare questo problema in maniera adulta.

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Provateci da sole

Per combattere la cellulite, sgonfiare la pancia e distendere le rughe del volto ci vorrebbe proprio un

bel massaggio. Se non desideriamo andare da un professionista possiamo provare ad imparare a farselo da sé. E anziché usare solo le mani ci si può aiutare con alcuni oggetti che tutti abbiamo in casa e che all’occorrenza si trasformano in strumenti di bellezza.

Per esempio, se il problema è la cellulite quello che serve è un mestolo di legno. Basta massaggiare  con il mestolo di legno, per qualche minuto, la culotte de cheval in senso orario.

Altro problema tipico è il gonfiore addominale. Bisogna praticare un auto massaggio intorno all’ombelico, a piccoli cerchi, perché questo punto è legato all’intestino tenue. Poi servono due cuscini da posizionare uno sotto le ginocchia ed uno sotto la testa. Da distesi si effettuano delle grandi frizioni circolari a mano aperta su tutta la pancia per circa un minuto. Poi il movimento cambia e le dita disegnano dei piccoli petali di fiori intorno all’ombelico. Alla fine si “impasta” delicatamente tutta la pancia con entrambi le mani e si termina accarezzando tutto l’addome. Il massaggio va eseguito sempre in senso orario ripetendo tutto il giro per cinque volte

E per le rughe sempre in agguato? Si può usare una patata tenuta in frigo per almeno tre ore. Si tagliano delle fettine dello spessore di tre centimetri e si effettuano dei massaggi circolari su tutto il viso.

L’automassaggio può servire anche per alleviare alcuni tipici disturbi legati alle troppe ore trascorse al computer che possono essere causa di dolore al collo ed alle spalle. Basta mettersi in piedi con le spalle che quasi toccano la parete e posizionare dietro, all’altezza del collo, una pallina da tennis bloccandola con il corpo. Alzare le braccia in alto e girare la testa a destra e sinistra. Si può spostare la pallina in vari punti del collo e delle spalle, a seconda di dove si avverte il dolore.

Per il mal di schiena si può usare un rotolo di carta da cucina o meglio un tubo di gomma che si può trovare nei negozi di articoli sportivi. Stesi in posizione supina con le ginocchia piegate, posizionare il rullo perpendicolarmente sotto la zona lombare, al centro della schiena,e facendolo,poi, scorrere su e giù, spingendosi con le braccia e le gambe. La pressione esercitata favorisce la distensione muscolare.

Difficile? Provateci almeno!

Ultimo consiglio si possono usare durante il massaggio degli oli vegetali per facilitarlo. Per esempio l’olio di mandorle dolci ( si assorbe in fretta) o quello di Jojoba (leggero e non grasso) e così via.

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LE VECCHIERELLE

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Due “seggiulelle”, un castello in miniatura, una porta di legno, in fondo una misteriosa cassapanca che racchiude tutto ciò di cui la storia ha bisogno, poi le luci di Christian Zucaro che nel vuoto luminoso di un palcoscenico nero creano sogno e tragedia.

A Spoleto, nella grazia perfettamente restaurata del Teatro Carlo Melisso si sono svolte le rappresentazioni di La scorticata, testo e regia di Emma Dante, liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, raccolta meravigliosa di 50 favole popolari.

La Scorticata di Basile racconta di due sorelle vecchissime e di un re che ne sente una cantare e senza vederla se ne innamora, attraverso il buco della serratura e l’amata invisibile gli mostra un dito, la sola parte del suo corpo non distrutta dagli anni. Fanno l’amore al buio e la mattina dopo lui la vede e la getta orripilato dalla finestra, la salva una maga che le regala la bellezza, generando l’invidia della sorella che si farà scorticare alla ricerca di una nuova giovinezza.

Emma Dante, invece, mette in scena la storia di due vecchierelle che si arrabattano insieme e che si danno aiuto nella sopravvivenza della loro vecchiaia e miseria.

Emma è attratta dai bambini e dai vecchi. “Soltanto un vecchio o un bambino possono giocare con la fantasia fino a farsi male” dice. Una vecchia non può sognare l’amore del suo principe? La stagione dell’amore viene e va, come scrive Battiato, a qualsiasi età e condizione : vecchiezza, solitudine, bruttezza ed inettitudine.

In palcoscenico ci sono solo due persone, le vecchie sorelle che, con una corona di stracci, sono anche il re. Le interpretano due fantastici attori uomini, napoletani, Carmine Maringola e Salvatore D’Onofrio.

Carolina e Rusinella s’insultano ma non possono fare a meno una dell’altra, lottano con i loro sogni e le loro follie nel continuo chiacchiericcio.

Ci si chiede la scelta dei due uomini si riallaccia al teatro inglese che sino alla metà del XVII secolo proibiva alle donna di recitare in pubblico. “ Io volevo che le due vecchierelle-dice Emma- non avessero una connotazione ed un’identità sessuale precisa ma raccontassero con i loro corpi qualcosa d’incompiuto. “

Le due vecchie devono essere brutte, disarmoniche, sgrammaticate. Ambedue hanno una totali dedizione a quel grande poeta dei sogni che è Basile e senza scenografia tutto è affidato agli attori ed alla fiaba.

Seduta nel buio della sala, Emma si è messa a sognare ad occhi aperti per noi del pubblico.

 

 

da un testo di Natalia spesi

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I Volontari anti-spreco

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Intere teglie di lasagne. Ed anche di insalate di riso nero e quinoa. E poi crostate, arrosti e contorni di verdure. In Italia si sprecano almeno 5  milioni di tonnellate di cibo in un anno. Facciamo scadere gli alimenti nel frigorifero di casa ma anche lasciamo sui tavoli dei buffet di matrimoni, convegni, eventi sportivi e culturali chili e chili di cibo. E’ proprio questa forma di recupero la nuova frontiera della lotta allo spreco. I piatti preparati per eventi di vario genere che vengono imballati e, nel più breve tempo possibile, consegnati alle mense dei poveri, o alle associazioni che si occupano di assistere i disoccupati, gli anziani,i migranti.

In Puglia due anni fa è nata “Avanzi popolo 2.0”, una onlus “che mette in contatto i luoghi dello spreco con i luoghi del bisogno” E’ quali luoghi fanno pensare più allo spreco dei banchetti di nozze? La associazione ha recuperato cibo da circa 40 matrimoni da quando è nata. Di solito si rivolgono a loro coppie tra i 35 e i 40 anni. Recuperano.poi, a chilometro zero, che vuol dire trasportare direttamente le teglie dalla sala dei ricevimenti alla più vicina mensa per i poveri, vuol dire anche consumare meno benzina e limitare il rischio del deterioramento del cibo.

Nei matrimoni milanesi si spreca meno, forse perché le cerimonie sono più contenute anche nel numero d’invitati : lo raccontano i soci di Equoevento, la prima onlus nata proprio per il recupero dai catering. Ogni anno recuperano 10mila pasti tra eventi, feste aziendali e convegni, dove lo spreco è maggiore, visto che i buffet vengono calcolati per un numero di persone mai certo.

La sede romana di “Equoevento” è stata la prima ad aprire tre anni e mezzo fa, generando poi Milano, Torino e Lecce. La onlus ha 40 volontari e ha stretto accordi con grandi realtà come Federalberghi, musei come il Maxxi e diverse società sportive Alla fine di maggio, per esempio, per l’ultima di Francesco Totti, i quaranta volontari dell’associazione erano allo stadio Olimpico per ritirare le eccedenze del buffet preparato per gli ospiti della tribuna autorità. E portare un po’ del ricco buffet organizzato per salutare il capitano anche agli ex detenuti ed ai senza tetto.

Ecco i volontari anti-spreco che salvano il cibo dopo convegni, feste e banchetti.

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