L A D I S F I D A

La casa ideale è un trilocale con due bagni.

Si sogna il bagno personale, ma poi ci si ritrova a condividere specchio e lavabo con il partner, ad accettare a malincuore le scelte stilistiche e cromatiche della persona amata, a rinunciare alla vasca perché lui vuole la doccia, a fare di tutto per ottenere l’angolo lavanderia.

Avere il secondo spazio di servizio è oggi un lusso ed una necessità : un lusso perché la sua presenza fa lievitare il prezzo degli appartamenti. Ed una necessità quando la famiglia si allarga.

A ciò s’aggiunge che il bagno negli ultimi anni si è trasformato in una vera e propria zona wellness, dove prendersi cura del corpo, concedersi dei momenti preziosi e lasciare tutto il mondo fuori. E’ il luogo dove ci si rilassa e diverte. Il regno del benessere, della bellezza e del relax : è una stanza intima da personalizzare ed organizzare in base alle proprie abitudini. Idearlo non è una cosa semplice.

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Lui vorrebbe avere il televisore per guardare i programmi preferiti mentre si rilassa; lei è contraria a qualsiasi dispositivo nel regno del benessere. Soluzione : optare per l’impianto audio integrato nella vasca.

 

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Divergenze : l’oggetto del contendere è lo stile dei rivestimenti. Lei sogna un bagno con pattern preziosi, lui preferirebbe una soluzione più neutra. Decidono per un decoro più ricco in una sola parete.

 

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Spesso lui è per la doccia super accessoriata, pratica e compatta; lei invece per la vasca idromassaggio. Un soluzione che mette d’accordo entrambi è la doccia che offre in casa le stesse prestazioni di un hamman.

 

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Lei vuole lo specchio per il trucco con le luci come quelle che si trovano nei camerini delle star. Lui pensa che sia una proposta non adatta alla casa. Lieto fine : il marito comprende che la toeletta gli sarà utile per barba e capelli.

 

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La famiglia si allarga e diventa urgente riprogettare gli spazi di servizio in casa : il marito accetta il bagno piccolo ma hi-tech e dotato di ogni comfort. La moglie sceglie l’ambiente più grande per sé e per i bambini, con due pratici lavabi.

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VERDURA e FRUTTA

per andare bene a scuola

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Con l’inizio delle scuole capita a molti genitori di chiedersi quale dieta, e stile di vita possono aiutare gli studenti ad affrontare con successo gli impegni scolastici.

Una delle ricerche più recenti è stata appena pubblicata su Appetite. In questo studio alcuni ricercatori australiani hanno messo a confronto i risultati di un test di valutazione del rendimento scolastico con il consumo di frutta, di verdura nel pasto serale, di pasti a base di cibi pronti, di bibita zuccherate, della prima colazione. Tutte variabili dietetiche scelte perché unanimemente considerate un valido indicatore della qualità complessiva della dieta.

Dopo aver tenuto conto dello stato socio-economico delle famiglie e del sesso degli studenti, i ricercatori hanno osservato che la verdura aveva la maggior influenza positiva sui risultati del test, seguita dalla frutta e dalla prima colazione, mentre un maggior consumo di bibite zuccherate era associato con punteggi più bassi e la sua influenza sembrava essere ancora più ampia rispetto alle variabili precedenti.

Uno dei meccanismi che potrebbero spiegare quanto osservato dai ricercatori è la forte presenza nella verdura e nella frutta, di sostanze antiossidanti e di altri composti bioattivi che possono promuovere migliori funzionalità cognitive.

L’alimentazione si rivela ancora una volta in grado di influire sulle capacità di concentrazione e sullo svolgimento delle attività scolastiche. Una dieta ad elevato valore nutrizionale fornisce tutto ciò di cui il cervello ha bisogno.

Molto importante, però, è anche la corretta ripartizione delle calorie e dei nutrienti della giornata, a cominciare dalla prima colazione che fornisce il carburante per affrontare le attività della giornata. Un valido esempio è rappresentato da latte o yoghurt. Fonti di calcio, abbinati a cereali integrali a basso indice glicemico ed un frutto di stagione, fonte di vitamine e minerali.

Tre regole da seguire.  I° : non saltare mai la prima colazione e consumare pasti regolari. II°: dieta varia e bilanciata e di elevata qualità nutrizionale. III° : idratazione adeguata. Una leggera disidratazione può compromettere le capacità cognitive dei ragazzi.

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Scegliere la Sicilia

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Dalla sua Sicilia il distacco non è stato facile, ma il cuore batteva – e batte- così forte per la danza che sarebbe stato impossibile fare diversamente. Naike Negretti ha deciso di abbandonare l’Italia dopo aver cominciato ad insegnare all’età di 17 anni. Per lei la danza è l’arte più completa. Si avvale dell’espressione corporea e mentale, della musica e del silenzio, il corpo come l’anima sono messi a nudo davanti gli occhi dello spettatore e davanti gli occhi stessi del danzatore. Ciò che sei traspare in ogni singolo gesto.

Dieci anni a New York! Con New YorK è stato amore a prima vista! Spaventosamente grande ed affascinante. Dopo solo tre mesi ha trovato lavoro come danzatrice da Mtv e Bet. Poi ha insegnato in grandi centri e persino in varie Università

Come mai è ritornata? Dopo aver fatto tante esperienze era pronta a tornare a Catania e stare vicino alla sua famiglia.

Grazie alla forte preparazione tecnica che va dal classico al moderno, passando per l’Hip Hop al Jazz lyrical e street Jazz, Naike oggi si avvale di una conoscenza e d’un’abilità unica, versatile e ricca di sperimentazioni.

Tornando nella sua terra come l’ha trovata? ” Ho vista una terra degradata. Quì, dice, il movimento artistico e culturale è al minimo. I teatri on funzionano, gli spettacoli sono di basso livello. L’amministrazione non promuove l’arte e meno ancora la danza.”

Ed ai giovani cosa si può consigliare. Per Naike è certamente uno : di formarsi, fare stage, concorso all’estero, partire da qui. “Non c’è lavoro per voi -dice- se siete onesti e non raccomandati. Non scendete a compromessi, pur di lavorare, mantenete un’etica professionale.”

Non potrebbe mai stare senza la sua famiglia, la danza e … la parmigiana Siciliana doc. Naike oggi è referente del Broadway Dance Center di New York.

Ora a 35 anni è tornata a Catania, dove tra un’esibizione e l’altra, dirige con anima e cuore la scuola di danza Aire insieme alla madre.

Il suo nome esotico viene dalla madre la quale ha, al contrario, un nome prettamente siculo ( Alfia ) e per la figlia ne voleva un altro. Un amico di famiglia era stato tanti anni in Polinesia e suggerì alla madre il nome Naike ed i suoi se ne innamorarono. Ecco fatto !

Naike è una musicofila, le piace la musica in ogni suo genere. Preferisce però il rock ed il punk e un po’ meno la commerciale e l’hip hop. Quella con la Netless ( banda punk tutta al femminile di cui Naike ha fatto parte ) è stata un’esperienza bellissima. Tutte donne, tranne il batterista, che faceva salti mortali per stare dietro al resto del gruppo.

Una cosa a cui la nostra Naike non rinuncerebbe mai è la libertà di espressione. “Non c’è bene più prezioso del potersi esprimere. – dice – Se ci tolgono la libertà di espressione ci tolgono la vita. “

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SLEEP CONCERT

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Il sonno dello spettatore scatta così, ineluttabile e senza preavviso. E più si tenta di contrastarlo più il torpore ti invade, la testa crolla, sussulta, ricade.

Ma ora per i dormienti del teatro è arrivata anche in Italia la notte della riscossa. A mezzanotte del 17 giugno al Donizetti di Bergamo ha preso il via il primo “sleep concert” in un teatro storico, nove ore di musiche dal vivo scelte ed eseguite con l’esplicita finalità di far ronfare chi le ascolta, beatamente disteso sui materassini.

“L’idea è nata da una considerazione pratica : il Donizetti chiudeva per restauri per due anni, le strutture sono state  messe in sicurezza, le poltrone sostituite … E così, approfittando della platea sgombra abbiamo deciso di farla vivere un’ultima volta in La Notte del Campanello, come si intitola un’opera di Donizetti, dove un giovane disturba la prima notte di nozze del rivale, un farmacista, suonando di continuo alla sua porta con la scusa di inesistenti malanni.” Spiega Francesco Micheli, il direttore artistico del Donizetti Festival.

 Stavolta è accaduto l’opposto. Sul teatro dove per secoli sono risuonate le melodie di Donizetti e Bellini, di Verdi e Rossini, è calato il sipario “ E come meglio prendere congedo da tanti fantasmi se non facendo addormentare il pubblico nella vecchia sala?”

Un sogno di una notte di mezza estate con otto musicisti che hanno sparso come elfi e folletti le loro magie sugli occhi degli spettatori. “Si sono disposti intorno alla platea così da lasciare fluire un suono circolare, adatto a suscitare diversi paesaggi sonori, dalla lirica all’elettronica, secondo le fasi del sonno”.

Le sonorizzazioni sono state appositamente preparate per la notte del campanello da 8 musicisti invitati espressamente per questa occasione. : il percussionista Lino Capra Vaccina, figura mitica del minimalismo italiano; il compositore Sandro Mussida  ha dialogato musicalmente con la cantante lirica italo australiana Olivia Salvadori ed il duo Quasi una fantasia, formato dal belga Pierre-Jean Vranken e dalla cantante austriaca Christina Van Peteghem. La chitarrista Alessandra Novaga e la violoncellista svedese Helena Espvall hanno toccato le corde delle diverse fasi del sonno Le sonorità underground del Nord America, con la producer elettronica di origini sud-asiatiche Beast Nest, il musicista industrial di origini russe Sergey Yashenko e la turntablist peruviana Maria Chavez, hanno completato il paesaggio sonoro curato da Invisible Show che presenta molti artisti al debutto concertistico in Italia. Il risveglio è stato invece sonorizzato con una selezione musicale curata da Andrea “Onga” Ongarato, fondatore dell’etichetta di musica sperimentale Broing Machines.

Gli artisti si sono disposti circolarmente lungo il perimetro della platea per ricercare in una occasione così inusuale la massima condivisione tra musicisti e ascoltatori, tra musica e sonno. Sotto l’aspetto tecnico si è andato a ribaltare la normale dinamica monodirezionale del suono in teatro. Si è costruito una filodiffusione circolare, un suono surround che ha avvolto il sonno pubblico.

La musica ha interagito con le fasi del sonno, ha suggestionato le onde cerebrali, ha creato episodi onirici, specie nel dormiveglia, quando i sensi sono più ricettivi.

L’esperimento di Bergamo ha preceduto di un mese un evento analogo al Concertgebouw di Amsterdam.

Insomma la musica genera sonno ed il sonno genera  musica. E chi vuol dormire bene, vada a teatro.

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Un rigore dimenticato

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Il Mar Baltico si insinua all’interno di Helsinki, e plasma la città come una mano dalle dita aperte. Piccole baie, porti, litorali frastagliati penetrano tra le vie di questa capitale.

 L’avvicinamento allo “spirito” di Helsinki comincia da Piazza del Senato. Una lunga scalinata in stile corazzata Potemkin conduce alla cattedrale luterana

(Tuomiokikko ), edificio tardo neo classico, d’all’interno spoglio, che s’innalza sulla città come un monito severo.

La statua dello zar Alessandro II, di fronte, ricorda il debito della Finlandia, nei confronti della Russia che le tragedie della storia hanno contribuito a far dimenticare. Proseguendo lungo il declivio si giunge alla piazza del Mercato ( Kauppatori ) che da sul porto meridionale. Il vero gioiello, che si trova alle spalle del mercato, è la cattedrale ortodossa Uspenki, dedicata a Maria Dormiente, con i suoi mattoni rossi e le tredici cupole d’oro sorrette da gigantesche colonne di granito. Partendo dal porto, poi, con un traghetto in venti minuti si può approdare all’isola di Suomenlinna, vera e propria fortezza, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Sull’isola, ..sorpresa!, c’è anche un castello dove poter dormire.

Dalla piazza del mercato si dipartono due boulevard ( Esplanadi ) che chiudono un piccolo parco dove i vecchi chioschi dei giornali oggi vendono solo gelati e dove nei bar aperti all’aperto si possono gustare i tipici dolci alla cannella ( Korvapuusti ) mentre al centro c’è un palco per i musicisti dove chiunque può suonare dal vivo. Altro punto cardinale del parco sono i magazzini Stochman, fondati nel 1862 e molto frequentati anche oggi.

Non lontano il museo d’arte Ateneum ospita la più importante collezione d’arte della Finlandia e di fronte sulla piazza, antistante l’Ateneum, si alza anche la bellissima stazione centrale di Helsinki, progettata da Eliel Saarinen : sui entrambi i lati troneggiano due coppie di titani, statue giganti che si illuminano di notte, inquietando con le loro ombre i passanti.

Proseguendo lungo Mannerheiminaukio ci si imbatte in un edificio sinuoso il Kiasma ideato e disegnato da Steven Holl. Un famoso museo dedicato all’arte contemporanea. Il Kiasma,poi, prosegue idealmente con una serie di edifici dialoganti tra cui il più famoso è la Finlandia Hall, capolavoro di Alvar Aalto, che doveva contenere  sale per concerti, ma oggi è un centro culturale.

Non dimenticare il Kallio , un ex quartiere della classe operaia : i palazzoni anni cinquanta oggi sono pieni di studenti, pub e di uno spirito permissivo. La sauna ( Kotiharjun Sauna ) costruita nel dopo guerra, è uno dei luoghi d’attrazione. Altra attrazione, ma diversa, è il ristorante Toka, gestito da un napoletano ed un finlandese, che offre piatti basati su ricette nordiche riviste con sapienza mediterranea. E per ultimo non possiamo dimenticare nello stesso quartiere il bar Corona di proprietà dei fratelli registi Aki e Mika Kaurismaki con la sfilata di biliardi ed il cinema sotterraneo,

 

 

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